Progetto di ricerca

LINGUE DI MINORANZA E SCUOLA. A DIECI ANNI DALLA LEGGE 482/99.

Inchiesta conoscitiva sulle condizioni del plurilinguismo scolastico nelle comunità di minoranza della Repubblica Italiana.

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In occasione del decennale della promulgazione della legge 482/99 è stata commissionata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) all’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di Istruzione e di formazione (INVALSI) che, a sua volta, ne ha affidato il coordinamento scientifico al prof. Gabriele Iannàccaro dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, una ricerca che mira a descrivere lo stato attuale dell’insegnamento della lingue di minoranze nelle scuole coinvolte.

Il progetto nasce dall’esigenza di fare il punto della situazione sull’insegnamento delle lingue di minoranza della Repubblica Italiana, allo scadere del primo periodo di dieci anni di applicazione della legge fondamentale per questo settore, che ha consentito l’ingresso ufficiale a scuola delle lingue suddette.

L’indagine, infatti, si pone come obiettivo quello di rilevare quale incidenza abbiano avuto le misure di sostegno e tutela previste dalla legge 482/99 nelle scuole delle comunità di minoranza del territorio della Repubblica; fornendo un quadro ragionato delle condizioni globali dell’insegnamento e dell’apprendimento nelle comunità indagate, così da offrire utili indicazioni per una valutazione di ciò che è stato sinora fatto ed anche spunti di riflessione sull’impatto che una tale legge ha avuto sul territorio di applicazione.

Si è sentita la necessità non solo di una ricognizione di fatto sull’esistente, ma anche di raccogliere e valutare l’andamento delle attività scolastiche e i metodi utilizzati nei diversi contesti, così come la soddisfazione degli operatori (gli insegnanti) e degli utenti (la società, e particolarmente gli studenti e i genitori) e le loro aspettative per il futuro.

Lo studio si articola in quattro punti:

1. Il territorio e il contesto

In collaborazione con il Dipartimento Affari Regionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato impostato uno studio per un’analisi omogenea dei dati che tenga conto delle diverse situazioni legislative di partenza, a partire dal contesto generale di applicazione della legge in questione.

L’inchiesta, prevista presso l’amministrazione di ogni singolo comune di minoranza su specifici punti applicativi previsti dalla legge – come l’eventuale presenza e grado di bilinguismo della Pubblica Amministrazione, la data a partire dalla quale il comune si è dichiarato bilingue, il tipo di bilinguismo, etc.- si è svolta tramite un questionario on line sottoposto a dipendenti locali dei comuni interessati.

2. La scuola: legge e applicazione

Le realtà scolastiche di minoranza sono molto variegate fra loro, così come diverse sono le condizioni di applicazione della legge 482/99 e delle diverse disposizioni locali; è stato quindi di primaria importanza un’indagine omogenea e standardizzata su tutto il territorio statale, proprio per meglio valutare, nelle differenze, la ricaduta della legge.

L’inchiesta, realizzata dalla Società CELE, si è occupata pertanto di verificare quali scuole hanno avviato programmi di insegnamento di lingua di minoranza, a che livello e con quale frequenza scolastica, quale è la realizzazione effettiva dei progetti finanziati dal Ministero e quale l’impatto sul plurilinguismo scolastico, quale e quanta lingua si insegna, quando la lingua di minoranza è lingua veicolare o lingua oggetto di insegnamento, quali le materie coinvolte nell’insegnamento in lingua, quali i libri di testo e i materiali di riferimento adottati (se cioè sono endo o eteroporodotti), quale il rapporto fra lingua e cultura prefigurato nelle diverse istituzioni scolastiche.

L’inchiesta si è svolta con questionario standardizzato (via pagina web) attraverso il quale si sono indagati e esplicitati (con metodologie escussive appositamente studiate) i punti summenzionati.

Parallelamente è stato necessario analizzare alcuni progetti presentati dalle scuole al Ministero, in tre periodi storici diversi, per indagarne la validità, il loro uso e la loro gestione, e vederne le costanti e le determinanti generali per trarre da queste indicazioni sulle condizioni della lingua e i bisogni delle comunità. Di non minore interesse è stata la raccolta, catalogazione e studio dei materiali didattici, che sono conservati in un’apposita sede e resi disponibili alla comunità scolastica e scientifica.

3. La Scuola: accettazione, valutazione e aspettative

La metodologia del focus group creativo, ossia dell’intervista suggestiva di gruppo è stata utilizzata per indagare la percezione che studenti, insegnanti e genitori hanno dell’adeguatezza delle iniziative attuate dalle scuole, il loro grado di soddisfazione e le aspettative riguardo al futuro.

Tali inchieste si sono svolte in scuole target preventivamente selezionate per minoranza o area.

Nel corso dei focus group sono stati valutati: l’adeguatezza percepita dell’offerta scolastica; la qualità percepita dell’offerta scolastica; il grado e il tipo di integrazione della lingua di minoranza nell’offerta scolastica e i desiderata linguistici (ossia il numero, tipo e varietà di lingue, di minoranza e non, che si vorrebbero insegnate, le eventuali Wunschsprachen), quelli didattici (come e quanto si vorrebbe che fossero insegnate), quelli formativo/lavorativi (quello che ci si aspetta dalla loro conoscenza e insegnamento).

4. La Scuola: valutazione esterna

Oltre alla valutazione per così dire interna si è ravvisata la necessità di un’inchiesta oggettiva che renda conto delle effettive competenze raggiunte dagli alunni nelle scuole dove si insegna una lingua di minoranza; e non tanto nella lingua di minoranza (la valutazione omogenea della competenza nella quale può rivelarsi particolarmente ardua) ma nelle altre materie curriculari – per verificare se l’aggiunta dello studio di una lingua di minoranza sia di giovamento o di peso, o indifferente, rispetto all’apprendimento generale dello studente.

Questa parte valutativa è stata condotta direttamente dall’INVALSI sulle scuole target selezionate per i focus group.