Ladino

Un po’ di storia…

I ladini

Il termine ladino fa il suo ingresso nel mondo della ricerca con il linguista Graziadio Isaia Ascoli (1829-1907), che fu il primo ad analizzare in modo sistematico le lingue parlate nelle Alpi ed a riconoscere legami, affinità e comuni caratteri delle parlate Friulane, Dolomitiche e Romance; a raggrupparle in un unico gruppo, il retoromanzo e a formulare la teoria dell’unità Ladina.

Tale teoria rimanda ad un comune antico substrato di questi idiomi, più antico della loro matrice latina, che lo stesso Ascoli identificava in un ipotetico “protolinguaggio Retico”.

Dopo la caduta dell’Impero Romano la regione di parlata retoromanza si estendeva ininterrotta dagli attuali Grigioni al Friuli. Nei secoli seguenti le popolazioni alpine, frammentate e prive di strutture politiche e sociali comuni, rimasero però soggette a forti pressioni demografiche, culturali e linguistiche da parte delle popolazioni circumalpine.

Nel V secolo gli Alemanni cercarono ripetutamente di espandere la loro presenza oltre i confini dei territori attribuiti loro da Teodorico il Grande, entrando in conflitto con le popolazioni romaniche, che però riuscirono a mantenere la loro identità culturale. L’inclusione delle aree alpine nel regno dei Franchi e poi nell’ impero carolingio cambiò ulteriormente l’assetto politico e sociale della regione. Il potere politico venne centralizzato e dato in feudo ad aristocratici di origine germanica. Cominciò così un lento processo di assimilazione che porterà, attraverso i secoli, ad una graduale riduzione dell’area retoromanza

Il ladino deriva dall’idioma parlato dalle popolazioni del Norico rifugiatesi nelle vallate delle Alpi orientali a partire dal V secolo, fuggendo dalle invasioni dei Rugi, e degli Slavi. Questi gruppi, unitisi alle preesistenti etnie celtiche (breoni), erano indicati dalle popolazioni di lingua tedesca come Welsch (opponendoli a sé stessi e ai Windisch, gli Slavi), mentre essi stessi si autodefinivano latini (da cui il termine dialettale ladin). Il termine si diffuse a partire dal XVIII secolo anche negli ambienti tedeschi (Ladinisch) per designare le popolazioni in via di germanizzazione soggette al Tirolo.

I ladini sono una minoranza linguistica che vive a cavallo sulle frontiere regionali, nazionali ed internazionali che attraversano le Alpi; i ladini delle Dolomiti formano il gruppo centrale dei locutori nelle Alpi ed infine i ladini svizzeri (i romanci) i Grigioni ed i ladini friulani del Friuli.

Il ladino dolomitico costituisce una serie di dialetti appartenenti al gruppo delle lingue retoromanze uniti da strette affinità, e parlati da circa 30.000 persone nella parte orientale dell’arco alpino, nella cosiddetta isola linguistica ladino-dolomitica. I parlanti vivono in un territorio che ha come centro naturale il massiccio del Sella: la Val Badia con Marebbe, la Val Gardena, in provincia di Bolzano, la Val di Fassa con Moena, in provincia di Trento, Livinallongo del Col di Lana, Colle Santa Lucia e Cortina d’Ampezzo, in provincia di Belluno.

Un tempo facevano parte della stessa unità amministrative nel 1923 la Val di Fassa è stata aggiunta alla provincia autonoma di Trento, mentre la Val Gardena, la Val Badia e Marebbe sono state assegnate alla provincia di Bolzano; Invece Ampezzo, Livinalongo e Colle Santa Lucia sono state incorporate nella provincia di Belluno. Ognuna di queste comunità ha un diverso grado di tutela a seconda delle province in cui sono ubicate. Cosi, mentre alle comunità di Bolzano sono assicurate il diritto alla valorizzazione delle proprie iniziative ed attività culturali di stampa e ricreative nonché il rispetto della toponomastica e delle tradizioni, analoghe ai due gruppi maggiori (l’italiano ed il tedesco), al gruppo presente in provincia di Trento è garantita una tutela stabilita dallo Statuto e dalla legislazione regionale; i ladini del Veneto fruiscono delle misure di tutela prevista dalla legge n.482/99.

Le scuole delle Valli Ladine di Gardena e di Badia presentano una loro particolarità rispetto al sistema nazionale e dal 1948 vige in queste scuole il cosiddetto sistema paritetico: le materie sono impartite nelle lingue italiane e tedesca per lo stesso numero di ore complessive settimanali con la presenza della lingua ladina come lingua strumentale e in parte come materia di insegnamento .

Ultimamente si è intensificata la collaborazione inter ladina realizzata dall’Unione Generela de Ladins (l’organizzazione federativa delle unioni ladine nelle Dolomiti) e dagli istituti culturali ladini attraverso la pianificazione linguistica volta a realizzare un codice scritto unitario e comune a tutta l’area del Sella e di Ampezzo chiamato ladin dolomitan (ladino standard).

 (a cura di D. Morelli T. Senesi)

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per approfondire:

www.minoranzelinguistiche.provincia.tn.it/index.html

SCUOLE

Istituto Comprensivo Statale di Cortina D’Ampezzo

PROGETTI

ISTITUTO CAPOFILA DELLA RETE COMUNE PV REGIONE NOME RETE LINGUA DI MINORANZA TITOLO
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE CECCENIGHE CENCENIGHE AGORDINO BL VENETO TUT A UNA (TUTTI INSIEME) LINGUA LADINA “NONO CONTÉNE NCORA NA S-CIONA” – I NONNI ATRAVERSO I NIPOTI COME RISORSA DI MEMORIA COLLETTIVA.
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE  DI CORTINA D’AMPEZZO CORTINA D’AMPEZZO BL VENETO IL LADINO NELLE VALLI DOLOMITICHE LINGUA LADINA “Liede… par nò desmentease”
ISTITUTO COMPRENSIVO SANTO STEFANO DI CADORE SANTO STEFANO DI CADORE BL VENETO LADIN A SCOLA LINGUA LADINA CADORINA “UN FRAAL INPIZO’”