Occitano


Se non vedi il Player Audio devi installare Adobe Flash Player (vers. 9 o superiore).
Per installare clicca qui. Deve anche essere abilitato JavaScript nel tuo browser.



Un po’ di storia…

Gli Occitani

Esiste un sottile filo che lega Spagna, Francia e Italia da oltre un millenni: la lingua occitana.

In Italia sono occitane 14 valli e 120 comuni delle province di Cuneo, Torino e Imperia con i suoi 180.000 abitanti, di cui la metà è ancora occitanofona.

In Piemonte, da sud verso nord, la piccola Occitania d’Italia si estende sul territorio cuneese dall’Alta Val Tanaro, Corsaglia e Maudagna alle valli Ellero, Pesio, Vermenagna, Gesso, Stura, Grana, Maira, Varaita e Po con le laterali Bronda e Infernotto. Proseguendo in territorio torinese, si aprono le valli Pellice, Chisone, Germanasca e la Valle di Oulx, con cui si indica l’alta Val Susa.

Appartengono alla provincia ligure Olivetta San Michele e le frazioni Realdo e Verdeggia del comune di Triora. La Valle Maira ha conservato, anche grazie all’isolamento di alcuni suoi insediamenti, peculiarità tipiche nella pronuncia e nel lessico, che ne fanno un esempio di varietà occitana alpina ancor oggi ben conservata. Qui l’occitano, detto “nòstra mòda” è la lingua di famiglia che però ben si differenzia nella pronuncia da un paese all’altro, e in taluni casi da una borgata all’altra di un medesimo comune.

In Piemonte l’Occitano, o Provenzale alpino, è oggi conosciuto dal 49,4% della popolazione delle valli (Rapporto IRES n. 113, 2007).

Anche in Calabria abbiamo un’isola occitana rappresentata dal comune di Guardia Piemontese nel Cosentino, dove la parlata è frutto di un antico insediamento di valdesi ivi trasferitisi tra XIII e XIV secolo, in seguito alle persecuzioni di Bobbio Pellice (Torino).

L’occitano, è una lingua indoeuropea, appartenente al gruppo occidentale delle lingue neolatine, formatasi dalle parlate iberiche e celto-liguri, latinizzate dalla successiva conquista romana. È conosciuta anche come lingua d’oc o provenzale.

Già Dante Alighieri nel XIV secolo la classificò come “lingua d’oc” prendendo come riferimento la particella Òc (dal latino hoc est : è questo, è così) che indicava l’affermazione, il francese la derivava invece da illud est (quello è) e l’italiano da sic est (così è).

Per designare l’insieme delle regioni nelle quali si parlava la lingua d’oc, venne coniato il termine Occitania (apparso per la prima volta nel 1290), dove la radice oc era modellata sul parlare dell’Aquitania; il nome cadde in disuso e ricomparve successivamente all’inizio del XIX secolo. Diviene termine di uso comune nel XX secolo in Francia e alla fine degli anni ‘60 in Italia con la prima presa di coscienza dell’appartenenza linguistica che porta a denominare Valli Occitane il territorio interessato.

Le comunità occitane sono rappresentate dalla cosiddetta croce «occitana», risalente al regno di Raimondo V, derivata dello stemma gentilizio dei conti di Tolosa «de geules à la croix vidée, cléchée» (o croce patente e pomata d’oro). Sono state fatte diverse interpretazioni di questa croce, di cui molte insistono sull’aspetto «simbolico» del motivo. Secondo R. Camboulives (1980) le dodici piccole sfere potrebbero rappresentare le dodici case dello zodiaco. La bandiera è utilizzata per rappresentare la lingua e la cultura occitana, o più generalmente come emblema regionale. La croce di Tolosa è a volte accompagnata da una stella a sette punte, che rappresenta le regioni storiche dell’Occitania secondo il Félibrige. Il motivo di questa croce è utilizzato da alcune comunità territoriali, dell’antica contea di Tolosa, e lo si ritrova anche sulla segnaletica stradale.

Nelle Valli Occitane italiane numerosi comuni organizzano una cerimonia al momento della posa della bandiera occitana sugli edifici pubblici. Un testo che spiega i motivi della cerimonia viene letto in occitano e in italiano, poi la bandiera viene alzata al suono di “Se Chanto”, una canzone popolare delle valli occitane del Piemonte che è ormai considerata l’inno occitano e che, con il simbolo della croce occitana e il suono della lingua compone i tratti più caratterizzanti dell’area della lingua d’ oc. Questa cerimonia si è svolta per la prima volta in Francia, nel villaggio di Baratier, il 19 novembre 2006.

(a cura di D. Morelli e T. Senesi)

localizzazione geografica in dettaglio: clicca l’ immagine


SCUOLE

Istituto Comprensivo “Don Milani” – Paesana (CN): www.scuoladipaesana.it

Istituto Comprensivo di Corigliano D’Otranto (LE): www.iccorigliano.anet.it

PROGETTI

ISTITUTO CAPOFILA DELLA RETE COMUNE PV REGIONE NOME RETE LINGUA DI MINORANZA TITOLO
ISTITUTO COMPRENSIVO CERVASCA CERVASCA CN PIEMONTE Da las raitz a las ramas (dalle radici ai rami) LINGUA OCCITANA Mai luenh … Ma mai lontano
ISTITUTO COMPRENSIVO “DON  MILANI” PAESANA CN PIEMONTE Un ponte fra l’Occitania ed il Friuli LINGUA OCCITANO-FRIULANA Un ponte fra l’Occitania ed il Friuli
ISTITUTO COMPRENSIVO       “L.MURIALDO”    CERES CERES TO PIEMONTE EUNSEUMBIOU PEUR NOSTRA LENGA LINGUA FRANCOPROVENZALE E OCCITANA “Tuiti eunsembiou” Uso creativo della lingua
STITUTO COMPRENSIVO “F.MARRO” DI VILLAR PEROSA VILLAR PEROSA TO PIEMONTE RETE MINORANZA LINGUISTICA OCCITANA LINGUA OCCITANA L’OCCITANO: UNA LINGUA E UNA CULTURA CHE VIVONO
ISTITUTO COMPRENSIVO CORIGLIANO D’OTRANTO LECCE CORIGLIANO D’OTRANTO
LE PUGLIA LOCAL  LINGUE INFANZIA LINGUE MINORITARIE GRIKA-FRIULANA-OCCITANA-ALBANESE-SLOVENA -AUSTRIACA LOCAL LINGUE INFANZIA